mercoledì 26 marzo 2014

cuci(na)re con gli avanzi


Giunti al termine del desinare, sia esso frutto di complesse elaborazioni gastronomiche o frettolosi “mettinsieme” da fast-food, arriva un momento in cui il ventre satollo e, come tale, intriso di benefico charma volta le spalle a un inquieto senso etico, che, prostrandosi di fronte al misero e triste spettacolo degli avanzi, si domanda: “e adesso?”. Soccorre, sia lode al cielo!, il responso dell’oracolo editoriale di moderne massaie: «Croste di parmigiano oppure le patate lesse avanzate, ma anche le carote usate in un brodo o semplici fette di pane rimaste sul tavolo. Tutto può avere un futuro in cucina».
Che tale aurea regola possa trovare conferma nel meraviglioso mondo della couture créative?
Tutto può avere un futuro anche in cucito?
Quasi sicuramente no, ma l’indomita cou.cou.ja, rovistando nei bustoni rimandati indietro dalla Caritas diocesana, in un furioso impeto ri-creativo e in nome di una incosciente ecosostenibilità dosa gli ingredienti delle sue ricette per un cucito rivoluzionario, etico e un tantino azzardato.

Ricetta n. 1





Ricetta n. 2






cintura obi – patron maison
scamiciato haiku – patron Astrid Le Provost

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