lunedì 25 maggio 2015

ENTOMOLOGIE # 1


dalla Wunderkammer di cou.cou.ja: 

nouvelle collection ENTOMOLOGIE


#1 - SCAPHIDOMORPHUS


 


quadro tessile 25 x 18 cm - cornice in legno naturale, fondo in lino nero, coleottero imbottito in cotone panna

sabato 23 maggio 2015

book cover di primavera





BOOK COVER di primavera.

Con tanta voglia d'estate.








book cover adattabili in cotone, lino, taffetà


martedì 12 maggio 2015

pesce in scatola



pesce in scatola: decora, 


non puzza, 


giova all'umore ma non è commestibile. 


Non si può avere tutto.



quadro tessile 20 x 13 cm - cornice in legno naturale o laccato, fondo in lino o cotone, pesce imbottito decorato a mano


venerdì 8 maggio 2015

Notes degni di nota


Cahier de voyage, quadernetto delle rimembranze, acchiappappunti, ricettario di Nonna Papera, schizzaschizzi...



... tutto questo e molto di più i NOTES degni di nota cou.cou.ja handmade.
Celano a sguardi indiscreti quaderni fino a 12x17 cm avvincendoli amorevolmente con nastri di velluto o raso.
Indispensabili












Copri quaderno 12x17 cm in cotone e taffettá

martedì 14 aprile 2015

Ume hanami


Ume hanami, la contemplazione i fiori di pruno, è una tradizione giapponese importata dalla Cina già in epoca Nara (710-794). Nella successiva epoca Heian (794-1185) furono i fiori di ciliegio (sakura) a diventare il principale oggetto di hanami. Oggi, karaoke, sake e birra sotto i ciliegi. Ad estasiarsi per i fiori di ume pochi anziani, abituali divoratori di umeboshi, susine marinate nel sale dal gusto quantomeno discutibile.
La scrivente anziana lo è sin dalla nascita (e ha sempre odiato il karaoke). Ume hanami o sakura hanami? La risposta è di cou.cou.jesca evidenza.


Fiori di pruno:
è un'estasi
la mia primavera
                                            Issa Kobayashi (1763-1827)


Profumo di fiori di pruno:
sorge improvviso il sole
sul sentiero di montagna
                                   Basho Matsuo (1644-1694)


Se non a te,
a chi mostrerei
il fiore di susino?
Sia il colore sia il profumo
intende solo chi intende.
                                                     Ki no Tomonori (c. 850 – c. 904)
                               Kokinwakashū, 38
Mah!


Colletti in cotone con motivo tradizionale giapponese "fiori di pruno"

domenica 5 aprile 2015

Once upon a time


– C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Giallo.

– No, Rosso!
– Ah, sì, Cappuccetto Rosso. La sua mamma la chiamò e le disse: Senti, Cappuccetto Verde…
– Ma no, Rosso!
– Ah, sì , Rosso. Vai dalla Zia Diomira a portarle questa buccia di patata.
– No: vai dalla nonna a portarle questa focaccia.
– Va bene. La bambina andò nel bosco e incontrò una giraffa.
– Che confusione! Incontrò un lupo, non una giraffa.
– E il lupo le domandò: Quanto fa sei per otto?
– Nente affatto. Il lupo le chiese: Dove vai?
– Hai ragione. E Cappuccetto Nero rispose…
– Era Cappuccetto Rosso, Rosso, Rosso!
– Sì, e rispose: Vado al mercato a comperare la salsa di pomodoro.
– Neanche per sogno: Vado dalla nonna che è malata, ma non so più la strada.
– Giusto. E il cavallo disse…
– Quale cavallo? Era un lupo.
– Sicuro. E disse così: Prendi il tram numero settantacinque, scendi in Piazza del Duomo, gira a destra, troverai tre scalini e un soldo per terra, lascia stare i tre scalini, raccatta il soldo e comprati una gomma da masticare.
– Nonno, tu non sai proprio raccontare le storie, le sbagli tutte. Però la gomma da masticare me la comperi lo stesso.
– Va bene: eccoti il soldo.
E il nonno tornò a leggere il suo giornale.
                                                                       Gianni Rodari da "Favole al telefono"





 birdhouse décor modello "Once upon a time" - struttura in legno e rivestimento tessile




martedì 31 marzo 2015

CCM Easter Edition 2015




Il CCM ha chiuso i battenti. In verità già da qualche giorno, ma, si sa, la primavera gioca brutti scherzi sulle cellule cerebrali dei soggetti più vispi e pronti al raziocinio, figuriamoci su quelle già di per loro sonnacchiose della sonnacchiosa cou.cou.ja! 
Cosa dire senza correre il rischio di diventare ripetitiva? Nostalgicamente grazie: a chi è passato per esser passato, a chi non è potuto passare ma avrebbe voluto per averlo voluto, a chi non è passato e non avrebbe voluto per non esserselo imposto; ai “vicini di banco”, meravigliosamente accoglienti, pazienti (che la cou.cou.ja’s family un po’ turbolenta lo è di certo!) e bravi bravi; alla nostra nuova amica Giulia, spettacolare lettrice di storie di Tintin; e dulcis in fundo allo strepitoso staff dell’Amazing*us, primo premio assoluto per cortesia, ospitalità, organizzazione, creatività. Grazie infine a Rodolfo Serpi, che magnificamente ha documentato l'esposizione nel suo blog Il piacere di fotografare.
Tutto per voi:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...